9 maggio 2013

Curiosità

Breve storia della Mozzarella

 

 

Il termine “mozzarella” deriva dal verbo “mozzare” e si riferisce all’operazione praticata ancora oggi in tutti i caseifici cioè maneggiare con le mani e con moto caratteristico il pezzo di cagliata filata staccando subito dopo, con gli indici ed i pollici, le singole mozzarelle nella loro forma più tipica.

Famosa e apprezzata già dal XII secolo,  il latte di bufala e i suoi derivati vennero commercializzati già dal XIV secolo. Il termine “mozzarella” però apparve ufficialmente solo nel 1570 in un’opera di Bartolomeo Scappi, cuoco della corte papale.

Solo verso la fine del XVIII secolo le mozzarelle divennero un prodotto di largo consumo, grazie soprattutto alla realizzazione, da parte dei Borboni, di un imponente allevamento di bufale e un caseificio sperimentale per la trasformazione dello stesso latte presso la Reggia di Carditello, la tenuta reale che la dinastia spagnola possedeva nella provincia casertana.

L’unificazione d’Italia vide la luce, ad Aversa, della Taverna, un vero e proprio mercato all’ingrosso delle mozzarelle e dei derivati del latte. Il commercio avveniva attraverso veri e propri contratti validi dal primo settembre al 31 agosto dell’anno successivo, stipulati tra il proprietario delle bufale che elaborava il latte e ne produceva i derivati ed il “distributore” di tali prodotti.

La mozzarella veniva ritirata nei luoghi di produzione (definitepagliare o difesa), già  disposta in cesti di vimini o castagno già pesata e avvolta in foglie di giunco o di mortella, e portata in negozio così confezionata.

 

fonte: www.mozzarelladop.it

 

 

Una carica d’energia poco calorica!

 

100 g di prodotto contengono mediamente:

 

  • Valore energetico: 246,4 Kcal
  • Proteine: 16,2 g
  • Carboidrati: 0,4 g
  • Grassi: 20 g
  • Fosforo: 320 mg (45% RDA – Razione Giornaliera Raccomandata)
  • Calcio: 245mg (35% RDA – Razione Giornaliera Raccomandata)

Ed è facilmente digeribile!!!

 

fonte: www.mozzarelladop.it

 

 

 

Nei film e nella poesia la presenza è obbligo per la mozzarella e la bufala!

 

La sua bontà è famosa e ripresa da poeti e registri!

Enzo Turco la nomina nel film “Miseria e nobiltà” in cui recita così con Totò:

“Ti fai dare mezzo chilo di mozzarella di Aversa, freschissima! Assicurati che sia buona: pigliala con due dita, premi la mozzarella, se cola il latte te la pigli, se no desisti! »

Anche il poeta e scrittore lucano Rocco Scotellaro  nella sua inchiesta sulla cultura dei contadini del Mezzogiorno,  “I Contadini del Sud “, nomina colui che alleva la bufala: il bufalaro.  Il poeta racconta che il bufalaro conosceva le sue bufale singolarmente, come se fossero “cristiani”. Ad ognuna di esse dava un nome.

Contessa“, “Monacella“, “‘A malatia“, “‘Ncoppe a paglia“: questi erano solo alcuni esempi di nomi che il bufalaro assegnava ai suoi animali, nomi che scaturivano dalla realtà che si creava all’interno dell’allevamento.

Dai nomi poi scaturivano vere e  proprie massime che erano tratte dai comportamenti degli animali e dal rapporto stretto che avevano con il bufalaro: “Quanne è auste facime li cunti” (quando arriverà agosto faremo i conti) o “Chi campa vere sta massaria” (solo chi vivrà vedrà questa masseria).

fonte: www.mozzarelladop.it



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